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 12 luglio 2007

Voto estero, Fancelli cambia idea: Piccole anomalie, e' regolare

"Il voto e' valido perche' la legge e' stata rispettata. Quando le schede sono arrivate in Italia la procedura e' stata del tutto corretta".
Claudio
Fancelli, presidente dell'Ufficio centrale della circoscrizione Estero in occasione delle Politiche del 2006, fa marcia indietro e, intervenendo alla trasmissione Viva Voce su Radio 24, conferma la regolarita' delle operazioni di voto degli italiani all'estero nel marzo scorso. Parole che ridimensionano quello che lo stesso Fancelli pronuncio' durante le sue due audizioni tenute, lo scorso anno, davanti le Giunte delle elezioni di Camera (28 giugno) e Senato (14 novembre). Allora il magistrato punto' il dito soprattutto sulle modalita' di scrutinio nei magazzini di Castelnuovo di Porto, dove erano stati istituiti i centri di raccolta del materiale elettorale proveniente dalle circoscrizioni estere.

Nel momento dello spoglio, spiego' allora Fancelli, ci si e' trovati davanti a una marea di schede e di buste aperte che sono state accumulate senza un criterio e hanno prodotto una grande confusione. Cosi' gli addetti allo scrutinio si sono trovati davanti a una grossa quantita' di schede votate, bianche o nulle e sono piombati nel caos, "buttando i numeri sui verbali cosi' come sono venuti". Inoltre "tutto e' stato fatto a discrezionalita' dei presidenti di seggio, senza che il presidente dell'Ufficio per la circoscrizione Estero potesse dirgli come, dove e cosa fare".

A volte, poi, alcuni segretari hanno ammesso che i presidenti di seggio disponevano a proprio piacimento dei verbali, trascrivendo cifre che non corrispondevano ai risultati effettivi. Oggi, invece, il presidente torna sui suoi passi e dice: "Al momento del voto ci possono essere state situazioni anomale, pero' quando le schede sono arrivate in Italia, all'aeroporto di Fiumicino, la procedura e' stata del tutto corretta. Puo' essere successo qualcosa in qualche seggio, ma sono cose che possono verificarsi anche nei seggi nazionali". Ora, insomma, di "numeri buttati cosi' come sono venuti" e di "totale discrezionalita' dei presidenti di seggio" sembra non esserci piu' traccia. Cosi' come sono spariti i dubbi sulla distribuzione e smistamento del materiale elettorale all'estero. L'anno scorso Fancelli parlo' di plichi e di certificati passati nelle mani di "persone difficilmente controllabili". Mentre in Italia tutto venne seguito sotto stretto controllo della forze dell'ordine, all'estero ci si affido' ai consolati o agli uffici postali. "Ma - prosegui' Fancelli - ci sono uffici in paesi dove le persone si sono recate a votare a dorso di mulo o di cammello e dove il materiale puo' essere gestito da qualsiasi funzionario". Nell'intervista odierna di questi problemi neanche l'ombra. Unica macchia del voto all'estero sarebbe stato il sistema di voto per corrispondenza con il quale la segretezza "e' andata a farsi benedire" e che sono semplici "defaillance non poste sotto il controllo di un'autorita' pubblica". Quindi tutto puo' essere considerato regolare e legittimo? Per Fancelli si', visto che "il sistema e' quello" e "il legislatore quando ha varato la legge sapeva che andava incontro a una situazione del genere". Poco importa se, come confermo' Fancelli nelle sue audizioni parlamentari, i problemi furono tanti: si registro' un numero di votanti maggiore di quello degli elettori, ci furono incongruenze tra i voti di lista e quelli di preferenza, in molti casi non fu rispettata l'integrita' dei plichi elettorali, si videro incongruenze tra i manifesti e le liste elettorali che ingannarono gli elettori. E, soprattutto, in molti casi si procedette, in sede di scrutinio, alla "quadratura" dei verbali dei seggi lasciati completamente bianchi.

da ilvelino